«Orientale», «africano» e «asiatico» sono etichette da catalogo, non stili. Dietro ciascuna ci sono tradizioni tessili precise, che non condividono né le tecniche né i motivi: le geometrie del kilim e gli arabeschi persiani da un lato, il bogolan maliano e il wax dell'Africa occidentale dall'altro, il batik indonesiano o il broccato cinese per l'Asia. Sapere cosa si sta guardando cambia il modo di scegliere.
Perché queste parole non significano granché
Ogni mese un motore di ricerca registra decine di ricerche per «arazzo orientale». La parola è utile per cercare, ma inutile per decidere. A seconda delle epoche, «orientale» ha indicato il Maghreb, la Turchia, la Persia, l'India e talvolta la Cina: altrettante tradizioni tessili senza alcun legame tra loro.
Approfondire non è un esercizio accademico: un kilim anatolico e un arabesco persiano non stanno nello stesso interno, non si abbinano agli stessi colori e non costano lo stesso prezzo.
Il bacino del Mediterraneo e il Medio Oriente
Le geometrie del kilim
Il kilim è un tessuto piatto, senza pelo, i cui motivi sono geometrici per costruzione: la tecnica impone linee spezzate e diagonali a gradini. Rombi, uncini, pettini — ogni forma ha un nome e un significato nella sua regione d'origine.
Come appare sulla parete: colori terrosi, una trama visibile, una presenza grafica molto forte. Un kilim appeso è pesante e richiede un fissaggio solido.
Gli arabeschi e l'arte del motivo infinito
L'arte islamica ha sviluppato repertori ornamentali di rara ricchezza: intrecci vegetali, geometrie stellate, calligrafie. Il principio è spesso quello del motivo che prosegue oltre la cornice — non ha né inizio né fine apparenti.
Come appare sulla parete: un motivo fitto e regolare, che funziona meglio in grande formato e su una parete libera.
L'Africa occidentale
Il bogolan
Una tecnica maliana: il cotone viene tinto con decotti vegetali e poi dipinto con fango fermentato, che reagisce chimicamente con la tintura. Da qui i suoi neri profondi, le sue ocre e i suoi motivi geometrici tracciati a mano.
Come appare sulla parete: una palette ristretta — terra, écru, nero — e una materia visibilmente artigianale. È una delle rare famiglie che si abbina in modo naturale agli interni contemporanei sobri.
Il wax
Stampato a cera su cotone, colorato, con motivi figurativi spesso portatori di messaggi. La sua storia è più complessa di quanto sembri: nato dall'imitazione industriale europea del batik indonesiano, è stato riappropriato in Africa occidentale fino a diventarne un emblema.
Come appare sulla parete: colori decisi e un motivo che si vede da lontano. Da trattare come un pezzo forte, da solo sulla sua parete.
I tessuti di rafia e il kuba
Tessuti nella Repubblica Democratica del Congo, con motivi geometrici irregolari che hanno molto ispirato i pittori del XX secolo. Il più delle volte in piccoli formati, splendidi incorniciati o assemblati.
L'Asia, oltre il Giappone e l'India
Il batik indonesiano: riserva a cera applicata a mano o con timbro di rame, motivi sottili, bruno e blu profondi nella tradizione giavanese.
I broccati e le sete cinesi: motivi tessuti con fili colorati o d'oro, soggetti simbolici — draghi, peonie, nuvole.
I tessuti delle minoranze del Sud-est asiatico: ricami hmong, ikat, indaco, con geometrie fitte e una lavorazione estremamente fine.
→ Alle due tradizioni più ricercate in Francia abbiamo dedicato un articolo ciascuna: Arazzo indiano e Arazzo giapponese.
Tre regole per arredare con un arazzo dal mondo
Una stanza, un'origine. Un kilim, un bogolan e un wax nello stesso soggiorno non raccontano altro che il catalogo da cui provengono. Basta un solo pezzo forte.
Lascia che sia il protagonista. Questi tessuti sono quasi tutti fitti. Parete libera, arredamento sobrio, nessun motivo concorrente nelle vicinanze.
Informati su ciò che acquisti. Non per scrupolo, ma perché è ciò che distingue un pezzo artigianale da una riproduzione industriale — e perché conoscere l'oggetto che appendi in casa rende la vita più interessante.
E da Vent de Bohème?

Il gusto per il motivo fitto e il colore deciso, senza rivendicare alcuna tradizione: PAJARO.
I nostri arazzi non appartengono a nessuna di queste tradizioni, e non li presentiamo come tali. Sono motivi disegnati a mano per il marchio, stampati su un tessuto prodotto a Milano.
Ciò che li lega a questa famiglia è il gusto per il motivo fitto e il colore deciso, che ritrovi in PAJARO e nei suoi arabeschi cachemire, in JAVA e nei suoi fiori ritagliati a campiture, o in TAÏNA e nei suoi bouquet tropicali.
Domande frequenti
Che cos'è un arazzo orientale? Il termine è commerciale e comprende tradizioni molto diverse: kilim anatolici, arabeschi persiani, tessuti del Maghreb. Meglio cercare la tecnica precisa che l'etichetta.
Che cos'è il bogolan? Un tessuto maliano in cotone tinto con decotti vegetali e poi dipinto con fango fermentato, con motivi geometrici tracciati a mano in una palette di terre e di neri.
Il wax è un tessuto africano? È nato dall'imitazione industriale europea del batik indonesiano, poi è stato riappropriato in Africa occidentale, dove è diventato un segno culturale a tutti gli effetti.
Come abbinare più arazzi di origini diverse? Meglio evitarlo. Un solo pezzo forte per stanza, in un ambiente sobrio, dà un risultato più giusto di un accumulo di origini.
Da leggere poi: Arazzo indiano · Arazzo giapponese · Arazzo boho